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	Commenti per Officine Teatrali	</title>
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	<description>Scuola dei Mestieri dello Spettacolo</description>
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		<title>
		Commenti su La Maschera Neutra di laura viganò		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/maschera-neutra/#comment-103</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura viganò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 20:15:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una maschera nera, che ci fa diventare FOGLIO BIANCO!
Su cui scrive il personaggio, con gli altri personaggi, una drammaturgia di corpi che si esprimono in un linguaggio muto
Una magia atavica. Una sfida che parte da lì.
Grazie Samuel  per questa sfida]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una maschera nera, che ci fa diventare FOGLIO BIANCO!<br />
Su cui scrive il personaggio, con gli altri personaggi, una drammaturgia di corpi che si esprimono in un linguaggio muto<br />
Una magia atavica. Una sfida che parte da lì.<br />
Grazie Samuel  per questa sfida</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Commenti su La Maschera Neutra di laura viganò		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/maschera-neutra/#comment-102</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura viganò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 20:15:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una maschera nera, che ci fa diventare FOGLIO BIANCO!
Su cui scrive il personaggio, con gli altri personaggi, una drammaturgia di corpi che si esprimono in un linguaggio muto
Una magia atavica. Una sfida che parte da lì.
Grazie Samuel  per questa sfida]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una maschera nera, che ci fa diventare FOGLIO BIANCO!<br />
Su cui scrive il personaggio, con gli altri personaggi, una drammaturgia di corpi che si esprimono in un linguaggio muto<br />
Una magia atavica. Una sfida che parte da lì.<br />
Grazie Samuel  per questa sfida</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Commenti su TECNICHE E METODI DI RECITAZIONE di Andrea		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/tecniche-metodi-recitazione/#comment-31</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 00:27:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao,io uso da tempo il metodo paul boss.
e&#039; il sistema piu&#039; aggressivo perche&#039; richiede di &quot; farti male &quot; per sentire qualcosa e metterlo in scena.
un taglietto,una pressione sul corpo,bere alcolici e fare magari 10 minuti di corsa prima di recitare una parte.
Non lo consiglio ma con me ha funzionato..

p.s
niente di pericoloso sia chiaro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,io uso da tempo il metodo paul boss.<br />
e&#8217; il sistema piu&#8217; aggressivo perche&#8217; richiede di &#8221; farti male &#8221; per sentire qualcosa e metterlo in scena.<br />
un taglietto,una pressione sul corpo,bere alcolici e fare magari 10 minuti di corsa prima di recitare una parte.<br />
Non lo consiglio ma con me ha funzionato..</p>
<p>p.s<br />
niente di pericoloso sia chiaro!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Parliamo di metodo di Roberto Sacco		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/il-metodo-recitativo/#comment-18</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 17:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie infinite Sig. Samuel.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie infinite Sig. Samuel.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Parliamo di metodo di Samuel M. Zucchiati		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/il-metodo-recitativo/#comment-17</link>

		<dc:creator><![CDATA[Samuel M. Zucchiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 10:02:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.officineteatrali.it/?p=1244#comment-17</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.officineteatrali.it/il-metodo-recitativo/#comment-16&quot;&gt;Roberto Sacco&lt;/a&gt;.

Gentile Roberto,
la ringraziamo per il suo feedback che, per come è scritto, tradisce una grande passione per l&#039;arte del palcoscenico.
I nostri più cari auguri anche per una ripartenza scoppiettante nell&#039;interpretare nuovi personaggi.
Samuel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.officineteatrali.it/il-metodo-recitativo/#comment-16">Roberto Sacco</a>.</p>
<p>Gentile Roberto,<br />
la ringraziamo per il suo feedback che, per come è scritto, tradisce una grande passione per l&#8217;arte del palcoscenico.<br />
I nostri più cari auguri anche per una ripartenza scoppiettante nell&#8217;interpretare nuovi personaggi.<br />
Samuel</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Parliamo di metodo di Roberto Sacco		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/il-metodo-recitativo/#comment-16</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 18:56:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.officineteatrali.it/?p=1244#comment-16</guid>

					<description><![CDATA[Complimementi per le vostre riflessioni sul ruolo dell&#039;attore nella manifestazione scenica in relazione ai vari stili e ai vari metodi, utilizzati per raggiungere quella credibilita&#039; interpretativa necessaria affinche&#039; il pubblico ne sia emotivamente partecipe e coinvolto. Le ho trovate molto precise e profonde e denotano quanto il mestiere dell&#039;attore sia particolarmente impegnativo e degno del massimo rispetto per il ruolo che ricopre nella societa&#039;. Se non fossi troppo distante dalla vostra sede, parteciperei molto volentieri ad uno dei vostri corsi, visto che anch&#039;io sono un attore anche se fermo da qualche anno. Vi ringrazio veramente e vi mando un caro saluto. A presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimementi per le vostre riflessioni sul ruolo dell&#8217;attore nella manifestazione scenica in relazione ai vari stili e ai vari metodi, utilizzati per raggiungere quella credibilita&#8217; interpretativa necessaria affinche&#8217; il pubblico ne sia emotivamente partecipe e coinvolto. Le ho trovate molto precise e profonde e denotano quanto il mestiere dell&#8217;attore sia particolarmente impegnativo e degno del massimo rispetto per il ruolo che ricopre nella societa&#8217;. Se non fossi troppo distante dalla vostra sede, parteciperei molto volentieri ad uno dei vostri corsi, visto che anch&#8217;io sono un attore anche se fermo da qualche anno. Vi ringrazio veramente e vi mando un caro saluto. A presto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Ancora di Romeo e Giulietta di Samuel M. Zucchiati		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/ancora-romeo-giulietta-william-shakespeare/#comment-10</link>

		<dc:creator><![CDATA[Samuel M. Zucchiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 09:59:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.officineteatrali.it/?p=1911#comment-10</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Laura del tuo commento. L&#039;acqua calda, nonostante sia stata scoperta antica, viene diffusamente utilizzata anche oggi. Forse non è così male dirsi cosa che sembrano ovvie, perché è nell&#039;ovvietà del quotidiano che nasce l&#039;arte.

Un caro saluto,
Samuel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Laura del tuo commento. L&#8217;acqua calda, nonostante sia stata scoperta antica, viene diffusamente utilizzata anche oggi. Forse non è così male dirsi cosa che sembrano ovvie, perché è nell&#8217;ovvietà del quotidiano che nasce l&#8217;arte.</p>
<p>Un caro saluto,<br />
Samuel</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Ancora di Romeo e Giulietta di Laura Viganò		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/ancora-romeo-giulietta-william-shakespeare/#comment-9</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Viganò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2022 16:21:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto chiaro e brillante, sembra invitare al dibattito, quindi: pur rendendomi conto che qualsiasi commento (da chi, come me, non è esperto su questo capolavoro) rischi di essere la “scoperta dell’acqua calda”, vorrei aggiungere due cosine in proposito, che sono state accennate in quell’incontro interessante e che mi sembrano utili a chi si avvicina alla recitazione (con qualsivoglia finalità) e al mondo del teatro.
1. la lettura di questa meraviglia può essere una guida nella scoperta di conflitti, obiettivi contrastanti e fieramente perseguiti, caratteri, tecniche, tratti dei personaggi attraverso alcuni dialoghi splendenti. Ne cito due: - Lorenzo e Romeo (atto III, scena III) e Giulietta e la nutrice (atto II scena V)
2 l’attualità del testo (tra le altre cose)  per la sua denuncia sociale sottesa, presente in diverse parti:
- giustizia e privilegi (atto III, scena I,  atto V scena I); 
- profonda conoscenza dell’animo umano in cui forse ci possiamo identificare (alcune citazioni da Juliet atto III scena II vv 116/117,  v 120).
Il teatro per divertire, ma attraverso il divertimento (via privilegiata per crescere anche come persone) contribuire al cambiamento della società: un incitamento a noi oggi
Lo so, “l’acqua calda”  l’hanno scoperta da ‘mo! Ma a me è piaciuto molto 
Laura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto chiaro e brillante, sembra invitare al dibattito, quindi: pur rendendomi conto che qualsiasi commento (da chi, come me, non è esperto su questo capolavoro) rischi di essere la “scoperta dell’acqua calda”, vorrei aggiungere due cosine in proposito, che sono state accennate in quell’incontro interessante e che mi sembrano utili a chi si avvicina alla recitazione (con qualsivoglia finalità) e al mondo del teatro.<br />
1. la lettura di questa meraviglia può essere una guida nella scoperta di conflitti, obiettivi contrastanti e fieramente perseguiti, caratteri, tecniche, tratti dei personaggi attraverso alcuni dialoghi splendenti. Ne cito due: &#8211; Lorenzo e Romeo (atto III, scena III) e Giulietta e la nutrice (atto II scena V)<br />
2 l’attualità del testo (tra le altre cose)  per la sua denuncia sociale sottesa, presente in diverse parti:<br />
&#8211; giustizia e privilegi (atto III, scena I,  atto V scena I);<br />
&#8211; profonda conoscenza dell’animo umano in cui forse ci possiamo identificare (alcune citazioni da Juliet atto III scena II vv 116/117,  v 120).<br />
Il teatro per divertire, ma attraverso il divertimento (via privilegiata per crescere anche come persone) contribuire al cambiamento della società: un incitamento a noi oggi<br />
Lo so, “l’acqua calda”  l’hanno scoperta da ‘mo! Ma a me è piaciuto molto<br />
Laura</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Sulla qualità di Laura Viganò		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/sulla-qualita/#comment-8</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Viganò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 14:53:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giusto Samuel, non fa una piega!
Soprattutto se pensiamo a questi ultimi tempi, in cui arriviamo a preferire riunioni, meeting e varie on line per risparmiare il tempo degli spostamenti
Il valore della qualità calcolato sulla base di unità-tempo professione hanno reso quantificabile chiaramente questa misura.
Vorrei aggiungere un altro parametro: unità-tempo benessere, cioè stare bene!
Vogliamo risparmiare tempo, perché?
Per stare bene!
Dunque il valore del mio tempo per un&#039;attività potrebbe esser misurato con l&#039;emolumento allo psicoterapeuta, la seduta di yoga , il personal trainer, una gita e perché no...una bella cena shic.
Quanto salirebbe il costo del prodotto offerto che vado a scegliere, nel nostro caso lo spettacolo teatrale?
Tanto sale la qualità
E come scelgo?
Come sono stato educato a percepire lo stare bene: e qui entra in gioco l&#039;educazione alla cultura teatrale!
E grazie ancora a Samuel e alle sue sollecitazioni 
Laura Viganò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto Samuel, non fa una piega!<br />
Soprattutto se pensiamo a questi ultimi tempi, in cui arriviamo a preferire riunioni, meeting e varie on line per risparmiare il tempo degli spostamenti<br />
Il valore della qualità calcolato sulla base di unità-tempo professione hanno reso quantificabile chiaramente questa misura.<br />
Vorrei aggiungere un altro parametro: unità-tempo benessere, cioè stare bene!<br />
Vogliamo risparmiare tempo, perché?<br />
Per stare bene!<br />
Dunque il valore del mio tempo per un&#8217;attività potrebbe esser misurato con l&#8217;emolumento allo psicoterapeuta, la seduta di yoga , il personal trainer, una gita e perché no&#8230;una bella cena shic.<br />
Quanto salirebbe il costo del prodotto offerto che vado a scegliere, nel nostro caso lo spettacolo teatrale?<br />
Tanto sale la qualità<br />
E come scelgo?<br />
Come sono stato educato a percepire lo stare bene: e qui entra in gioco l&#8217;educazione alla cultura teatrale!<br />
E grazie ancora a Samuel e alle sue sollecitazioni<br />
Laura Viganò</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su TECNICHE E METODI DI RECITAZIONE di Laura Viganò		</title>
		<link>https://www.officineteatrali.it/tecniche-metodi-recitazione/#comment-7</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Viganò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 19:27:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.officineteatrali.it/?p=1252#comment-7</guid>

					<description><![CDATA[Questo articolo, benché molto tecnico e ricco di informazioni e di documentazione, personalmente mi ha emozionata molto perché mi ha ricordato tutte le persone, i formatori e le formatrici che, in diverse scuole e seminari, prima di iniziare il lavoro introducevano il metodo, le tecniche, contestualizzavano e suscitavano curiosità ed entusiasmo intorno ad esse. 
In ordine di tempo il metodo più recente l’ho incontrato alle Officine Teatrali con Giulia e Samuel lo scorso anno cioè “Le azioni fisiche” che ritengo molto valido per la sua praticità, chiarezza e applicabilità diretta.
Ho incontrato diversi metodi e tecniche  negli anni e di tutti potrei dire che hanno lasciato traccia in me; condivido pienamente il consiglio di mischiare le varie tecniche e produrre una sintesi personale, che ci possa caratterizzare, sempre rimanendo in ricerca e in formazione per affinare e conoscere sempre più noi stessi. 
Le tecniche e la ricerca teatrale, sappiamo, sono un’opportunità unica di sondare e conoscere noi stessi: un’opportunità di divertimento e di consapevolezza, un fare che è rendere palese, far emergere e insieme condividere, crescere come singolo e come individuo in relazione.
Penso che questi aspetti siano comuni a tutte le tecniche teatrali, benché ciascuna dia un taglio particolare un’enfasi più spiccata ad alcuni rispetto ad altri.
La prima volta che incontrai il metodo Strasberg, con Sara Corso allieva di Waltzer, mi trovai quasi spaventata dall’impatto forte, diretto, quasi dirompente che provocava, in tutti non solo in me, tanto che qualcuno lasciò il seminario prima della conclusione.   All’analisi “a tavolino” del testo seguiva  un training attoriale rigoroso, volto alla creazione di un “Golden Box” di memoria emotiva legata a aneddoti personali e IMPRONUNCIABILI: la verbalizzazione razionalizza il vissuto, mentre la memoria emotiva abita in uno strato diverso e più immediato nella comunicazione, forse ancestrale, sicuramente condivisibile.
In seguito tramite Claudia Negrin mi proposero il metodo Adler, in piena pandemia, quindi on line! Tutto un lavoro sull’immaginazione, che crea intorno, dentro e con il personaggio riferimenti al suo agire. Molto interessante e liberatorio.
Bellissimo il metodo Meisner che ho incontrato tramite Greta Zamparini (in forza a Fabbrica dell’Esperienza con Irina Casali) anch’esso con un training fisico simile a Strasberg e che in un certo senso ricalca, ma con un aspetto di ASCOLTO profondo dell’altro, quindi connessi con sé stessi e con l’altro: un ascolto che è dono, un protendersi, un difendere, un avere il coraggio di chiedere e di ricevere.
La ricerca di superare le proprie attitudini, di parlare attraverso un  “Corpo poetico” codificando i movimenti in un “battere e levare”, il un “tendere  (tirare) e lasciare”, anche con la voce o le pause mi ha fatto incontrare Lecoq attraverso Vanessa Korn e un sogno che la pandemia ha distrutto, come è avvenuto per molti di noi.
Poi ciascuno nel cercare un proprio stile forse sintetizza  le diverse tecniche, fa i conti con le proprie caratteristiche, i limiti fisici, le predisposizioni: sempre nella ricerca di quella verità scenica, di quel “nodo drammatico” che permette ogni volta quell’esperienza unica tra attore, personaggio e pubblico che il teatro sa fare.
Molto interessante il punto di osservazione di Brecht, che in verità ahimè conosco poco, circa la finalità educativa e distaccata di guardare il teatro, al fine di sviluppare la capacità critica, lo straniamento, il non coinvolgersi (benché in realtà lo si è profondamente) emotivamente per mantenere la razionalità, la lucidità informata che è la base per una solida coscienza sociale e civile.
Il teatro è PER SUA NAURA  educativo, formativo, sociale e politico (per la polis) a prescindere da qualsivoglia tecnica o metodo.
Laura Viganò
socia e in formazione
presso le Officine Teatrali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo, benché molto tecnico e ricco di informazioni e di documentazione, personalmente mi ha emozionata molto perché mi ha ricordato tutte le persone, i formatori e le formatrici che, in diverse scuole e seminari, prima di iniziare il lavoro introducevano il metodo, le tecniche, contestualizzavano e suscitavano curiosità ed entusiasmo intorno ad esse.<br />
In ordine di tempo il metodo più recente l’ho incontrato alle Officine Teatrali con Giulia e Samuel lo scorso anno cioè “Le azioni fisiche” che ritengo molto valido per la sua praticità, chiarezza e applicabilità diretta.<br />
Ho incontrato diversi metodi e tecniche  negli anni e di tutti potrei dire che hanno lasciato traccia in me; condivido pienamente il consiglio di mischiare le varie tecniche e produrre una sintesi personale, che ci possa caratterizzare, sempre rimanendo in ricerca e in formazione per affinare e conoscere sempre più noi stessi.<br />
Le tecniche e la ricerca teatrale, sappiamo, sono un’opportunità unica di sondare e conoscere noi stessi: un’opportunità di divertimento e di consapevolezza, un fare che è rendere palese, far emergere e insieme condividere, crescere come singolo e come individuo in relazione.<br />
Penso che questi aspetti siano comuni a tutte le tecniche teatrali, benché ciascuna dia un taglio particolare un’enfasi più spiccata ad alcuni rispetto ad altri.<br />
La prima volta che incontrai il metodo Strasberg, con Sara Corso allieva di Waltzer, mi trovai quasi spaventata dall’impatto forte, diretto, quasi dirompente che provocava, in tutti non solo in me, tanto che qualcuno lasciò il seminario prima della conclusione.   All’analisi “a tavolino” del testo seguiva  un training attoriale rigoroso, volto alla creazione di un “Golden Box” di memoria emotiva legata a aneddoti personali e IMPRONUNCIABILI: la verbalizzazione razionalizza il vissuto, mentre la memoria emotiva abita in uno strato diverso e più immediato nella comunicazione, forse ancestrale, sicuramente condivisibile.<br />
In seguito tramite Claudia Negrin mi proposero il metodo Adler, in piena pandemia, quindi on line! Tutto un lavoro sull’immaginazione, che crea intorno, dentro e con il personaggio riferimenti al suo agire. Molto interessante e liberatorio.<br />
Bellissimo il metodo Meisner che ho incontrato tramite Greta Zamparini (in forza a Fabbrica dell’Esperienza con Irina Casali) anch’esso con un training fisico simile a Strasberg e che in un certo senso ricalca, ma con un aspetto di ASCOLTO profondo dell’altro, quindi connessi con sé stessi e con l’altro: un ascolto che è dono, un protendersi, un difendere, un avere il coraggio di chiedere e di ricevere.<br />
La ricerca di superare le proprie attitudini, di parlare attraverso un  “Corpo poetico” codificando i movimenti in un “battere e levare”, il un “tendere  (tirare) e lasciare”, anche con la voce o le pause mi ha fatto incontrare Lecoq attraverso Vanessa Korn e un sogno che la pandemia ha distrutto, come è avvenuto per molti di noi.<br />
Poi ciascuno nel cercare un proprio stile forse sintetizza  le diverse tecniche, fa i conti con le proprie caratteristiche, i limiti fisici, le predisposizioni: sempre nella ricerca di quella verità scenica, di quel “nodo drammatico” che permette ogni volta quell’esperienza unica tra attore, personaggio e pubblico che il teatro sa fare.<br />
Molto interessante il punto di osservazione di Brecht, che in verità ahimè conosco poco, circa la finalità educativa e distaccata di guardare il teatro, al fine di sviluppare la capacità critica, lo straniamento, il non coinvolgersi (benché in realtà lo si è profondamente) emotivamente per mantenere la razionalità, la lucidità informata che è la base per una solida coscienza sociale e civile.<br />
Il teatro è PER SUA NAURA  educativo, formativo, sociale e politico (per la polis) a prescindere da qualsivoglia tecnica o metodo.<br />
Laura Viganò<br />
socia e in formazione<br />
presso le Officine Teatrali</p>
]]></content:encoded>
		
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